
Fibromialgia: quando la cura inizia dall’ascolto
Maggio 3, 2026📌 IL COMMERCIO CRESCE NEI NUMERI.
MA CHI PORTERÀ AVANTI LE ATTIVITÀ DOMANI?
A Civitanova i numeri delle imprese continuano apparentemente a dare segnali positivi.
Secondo i dati riportati dal Corriere Adriatico e dalla Camera di Commercio delle Marche, al 30 aprile 2026 le imprese attive in città sono 4.491, con una crescita di 66 attività rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il commercio continua inoltre a rappresentare il settore principale della città, con 1.136 attività tra ingrosso e dettaglio, pari al 25,3% del totale delle imprese cittadine.
Numeri che raccontano una città ancora viva, dinamica, con una forte vocazione commerciale e imprenditoriale costruita negli anni grazie a generazioni di commercianti, artigiani, imprenditori e famiglie che hanno fatto crescere Civitanova.
❓ La vera domanda però è un’altra
Chi porterà avanti queste attività nei prossimi dieci o vent’anni?
Perché oggi il problema non è soltanto quante imprese aprono o chiudono.
Il vero problema è il mancato cambio generazionale.
Per anni il passaggio dell’attività da padre in figlio è stato naturale.
Il negozio, il laboratorio, l’attività commerciale rappresentavano:
- stabilità
- identità
- continuità familiare
- sicurezza economica
- prospettiva di vita
E anche quando i figli decidevano di non proseguire, quelle attività avevano comunque un valore.
Esisteva l’avviamento commerciale.
Le attività venivano messe in vendita:
- per la clientela costruita negli anni
- per la posizione
- per la reputazione
- per la continuità economica
C’era qualcuno disposto a investire e a rilevarle.
📉 Oggi invece accade sempre meno
Ed è forse questo uno dei segnali più preoccupanti della situazione del commercio attuale.
Perché in molti casi non esiste più nemmeno il valore dell’avviamento.
Attività che una volta avrebbero trovato facilmente continuità oggi restano mesi o anni senza acquirenti.
E questo fotografa una realtà precisa:
la redditività di molte attività commerciali non viene più percepita come sufficientemente sicura o attrattiva.
📊 I dati CNA Marche confermano l’emergenza
A confermare questo scenario arrivano anche i dati lanciati dalla CNA Marche, che parlano apertamente di emergenza ricambio generazionale.
Nelle Marche:
- oltre 9.700 imprenditori individuali rischiano di chiudere nei prossimi cinque anni senza successione;
- oltre 26mila imprenditori hanno già superato i 60 anni;
- ben 640 ultra novantenni continuano ancora a mantenere aperta la propria attività.
Nel comparto manifatturiero artigiano marchigiano si è passati:
- da 13.542 imprese nel 2015
- a 10.018 nel 2025
con una perdita del 25% in dieci anni.
E forse è proprio la frase utilizzata dalla CNA Marche a spiegare meglio di qualsiasi statistica la situazione attuale:
“Restano per non far morire l’impresa che hanno costruito.”
🏪 Molte attività oggi non crescono. Resistono.
Una realtà che fotografa perfettamente anche il commercio di Civitanova e della provincia di Macerata.
Perché oggi molte attività non chiudono soltanto grazie alla redditività, ma soprattutto grazie alla resilienza personale degli imprenditori che le hanno create decenni fa.
Ci sono imprenditori che continuano a tenere aperto:
- per dignità
- per storia familiare
- per senso di responsabilità
- per non vedere sparire il lavoro di una vita
E spesso resistono non perché siano economicamente forti, ma perché chiuderle costerebbe ancora di più:
- economicamente
- fiscalmente
- psicologicamente
- umanamente
- affettivamente
👥 Perché molti giovani non continuano?
Ed è proprio qui che si comprende fino in fondo perché molti figli non continuano il lavoro dei genitori.
Non è mancanza di rispetto verso ciò che è stato costruito.
Spesso è mancanza di prospettiva.
Oggi molti giovani vedono:
- margini economici sempre più ridotti
- costi fissi elevati
- concorrenza dell’e-commerce
- sacrifici enormi
- orari pesanti
- difficoltà di accesso ai centri urbani
- problemi di parcheggio
- città poco accoglienti dal punto di vista pratico
- stress crescente
- poca certezza sul futuro
Molte attività oggi non stanno crescendo realmente.
Stanno resistendo.
⚠️ I bandi da soli non bastano
Per questo il tema del ricambio generazionale non può essere affrontato soltanto con bandi, contributi o sovvenzioni pubbliche.
Perché oggi il problema non è convincere qualcuno ad aprire un’attività.
Il problema è convincere un giovane che quell’attività possa garantirgli una vita stabile e sostenibile nel tempo.
E se manca questa convinzione, nessun contributo regionale potrà realmente risolvere il problema.
Un incentivo economico può aiutare ad iniziare.
Ma non può sostituire:
- la redditività
- la qualità urbana
- l’accessibilità
- i servizi
- la programmazione seria degli eventi
- il decoro
- la sicurezza
- una fiscalità sostenibile
- una città viva e funzionale
- una prospettiva concreta di crescita
Perché un figlio prende in mano un’attività quando vede futuro.
Non quando vede soltanto sacrificio.
🧭 La vera sfida per il territorio
Ed è forse questa la sfida più importante non solo per Civitanova, ma per tutta la provincia di Macerata.
Non basta più dire che aumentano le imprese.
Bisogna chiedersi se queste imprese avranno ancora qualcuno disposto a portarle avanti domani.
Perché il rischio vero non è soltanto perdere negozi o vetrine.
Il rischio è perdere lentamente quella cultura imprenditoriale e commerciale che per decenni ha costruito l’identità economica e sociale del nostro territorio.




